PIRAMIDI
una presentazione di Giovanni Grasso

In questi ultimi decenni l’interesse per le piramidi si è esteso in modo significativo, ciò è dovuto ai cambiamenti energetici-vibrazionali a cui l’umanità è sottoposta. Si riscoprono quindi interessi ed affinità in altri tempi sopiti o derisi dalla scienza ufficiale ( che ovviamente continua ancor oggi a ignorare le proprietà delle piramidi) Non in tutto il mondo, però. Ad esempio in Russia sono state fatte ricerche approfondite e anche molto costose sulle piramidi, ottenendo interessantissimi risultati.
La base di partenza è, ovviamente, la Grande  Piramide di Giza, detta di Cheope. Non entriamo qui nelle diatribe sulla sua origine, che è ben oltre i 3500 anni prima di Cristo. Si può tranquillamente ritenere che le tre piramidi di Giza siano state costruite a partire da 10/12000 anni prima di cristo! Usando metodi non di tipo newtoniani ma mediante energie ora sconosciute alla scienza odierna.


Che effetti determinano le piramidi? Ci collegano all’energia universale che proviene dal cosmo, in particolare dal sole, sono un vero e proprio anello di congiunzione fra Cielo e Terra, determinando un profondo scambio dinamico tra le persone che stazionano vicino o addirittura nell’interno della piramide con le energie cosmiche. Ovviamente più sono sviluppate le capacità spirituali delle persone che utilizzano le piramidi, più saranno potenti e veloci i risultati benefici riscontrabili sia a livello sottile che fisico ( più energia, guarigioni di ferite e anche ad organi interni). Da studi personali abbiamo ritenuto di esplorare questo affascinante mondo , costruendo vari tipi di piramidi. Le prime sono in copia esatta di quella di Cheope, che sono comunque assolutamente le più diffuse nel mondo. Caratteristica di queste piramidi è l’angolo esistente tra l’ipotenusa   (più semplicemente il lato obliquo che si riunisce poi in punta della piramide alla base). Esso è di 52, le dimensioni della base possono variare da un lato di 30 cm in su. Normalmente, anche per motivi pratici non si va oltre i 100/150 cm. Una variante interessante, riteniamo innovativa, è quella di inserire uno Zed ( i quattro dischi come si può vedere nei monili egizi e che imitano il vero Zed posto nella grande piramide di Cheope, a questo proposito suggeriamo la lettura dell’interessantissimo libro di Mario Pincherle : Lo Zed e la Grande Piramide” Macroedizioni). Non entriamo qui in merito alla funzione dello Zed, ma abbiamo constatato come esso potenzi il funzionamento della piramide in cui è collocato.

Abbiamo anche sovrapposto fino a tre piramidi, mettendole una dentro l’altra, anche qui l’energia sviluppata è diventata superiore a quella di una singola piramide. Ovviamente non esistono strumenti in grado di misurare questa energia, o meglio che siano di costo ragionevole, per cui si utilizza il pendolino o il biotensor.
Il materiale con cui è costruita la piramide, anche limitandosi alla sola struttura essenziale, non chiudendola con pareti, non è significativo, può essere tranquillamente usato il rame, l’ottone , il ferro e anche il legno. Il segreto della piramide, come d’altronde tutti i solidi platonici, sono le onde di forma che vengono emanate nell’interno e nell’esterno della piramide stessa.

Sono state costruite piramidi con angoli differenti ( 46, 66 e addirittura di 72) . In particolare in Russia, vicino a Mosca, è stata costruita una piramide chiusa di fibra di vetro alta 44 metri con angolo di 72, i risultati sono stati molto interessanti, si è chiuso addirittura il buco nell’ozono esistente sopra Mosca. Dalle nostre esperienze possiamo affermare che più l’angolo è acuto  ( rispetto ai 52 della piramide di Cheope) più si sviluppano energie molto potenti nell’interno della piramide rispetto a quelle emanate all’esterno. , mentre andando sotto i 52 il processo s’inverte. Riteniamo pertanto di attestarci nella misura standard della piramide di Cheope  che utilizza l’angolo di 52 ( più esattamente 51 50’ 40’ ) per rimanere in un funzionamento ottimale  sia nell’interno che nell’'esterno.
     


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L'autore ...
Giovanni Grasso

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